Produzione di cosmetici – come nasce un cosmetico?

Pubblicato da cosmetimag il

La creazione di un cosmetico è un processo complesso, composto da tantissime fasi e discipline intrecciate tra loro. Una fantastica fusione di creatività e scienza, guidate da rigore e normativa. Ma quali sono queste fasi? Ne parliamo in questo articolo.

Dall'idea alla pianificazione

La creazione di un cosmetico inizia con il briefing di progetto. Il briefing si può immaginare come una sorta di “riunione” tra cliente e produttore (o interna) dalla quale emergono i punti chiave del progetto. Il briefing delinea gli aspetti principali del prodotto, tra cui:

  • target di riferimento: a chi è rivolto il prodotto? Quale mercato?

  • effetti (claims): quali benefici deve offrire?

  • esigenze formulative: preferenza per certe categorie di ingredienti (es. ingredienti naturali, ingredienti con requisiti specifici…) assenza di ingredienti particolari (es. per i cosmetici “free from” o clean, sostanze vietate in alcuni Paesi ecc..)

  • packaging finale

  • Altro: costi, tempi di immissione in commercio ecc…

Nel brifing sono coinvolti tutti i reparti o le persone che si occupano della cura di diversi aspetti del prodotto cosmetico: il marketing, ricerca e sviluppo, affari regolatori ed eventualmente il cliente se si tratta di contoterzismo.

Nel brifing sono coinvolti tutti i reparti o le persone che si occupano della cura di diversi aspetti del prodotto cosmetico: il marketing, ricerca e sviluppo, affari regolatori ed eventualmente il cliente se si tratta di contoterzismo.

Ricerca e sviluppo

Una volta approvato il brief nella maniera più dettagliata possibile, i formulatori in laboratorio iniziano la fase di ricerca e sviluppo. Questa fase è spesso lunga e complessa, con percorsi che si delineano caso per caso (o meglio, cosmetico per cosmetico).

Solitamente comporta diversi passaggi:

Campionatura: rispettando quanto specificato nel brief, si selezionano le materie prime e si realizzano i primi prototipi (campioni da 100-200g). Su questi campioni si fanno delle valutazioni preliminari sulla stabilità, l’aspetto, la texture, la spalmabilità, il profumo, lo skin feel dopo l’applicazione ed altro a seconda del tipo di prodotto.

• Test preliminari: si controllano parametri come pH, viscosità, densità. Inoltre si fanno delle prove di stabilità che servono a scartare i campioni che presentano problemi evidenti di instabilità.

Scale-up e primi lotti

Produrre lotti da decine di kg partendo da formule prodotte in un becker da laboratorio non è un’operazione banale. La fase di scale-up si occupa proprio di questa operazione: ottenere su larga scala ciò che è stato ottenuto in laboratorio di ricerca e sviluppo. Solitamente si inizia questa fase realizzando produzioni intermedie (ad esempio qualche kg) rispetto al volume del lotto finale. Questo serve per “aggiustare” alcuni parametri tecnici come i tempi di riscaldamento e miscelazione, le velocità di agitazione e la sequenza di inserimento degli ingredienti in formula prima di produrre lotti molto grandi.

Anche in questa fase si eseguono dei test sulla formula per capire come cambia la formula variando i parametri tecnici, così da avere un prodotto su scala industriale il più fedele possibile al campione approvato nella fase di ricerca e sviluppo. Non da sottovalutare anche l’ottimizzazione industriale, che prevede un processo efficiente in termini di tempo ed energia utilizzata.

Valutazione regolatoria

La normativa europea prevede che ogni cosmetico immesso sul mercato sia corredato di una specifica documentazione: il Product Information File (PIF). Questo documento tecnico che deve contenere tantissime informazioni essenziali per l’identificazione del prodotto e la sua sicurezza.
La valutazione regolatoria in realtà non è una vera e propria “fase a sé”, ma un processo che va avanti di pari passo con la creazione del cosmetico: inizia durante le primissime fasi di ricerca e sviluppo e continua fin dopo l’immissione in commercio del cosmetico.

Dopotutto, sarebbe uno spreco di tempo e risorse scoprire in una fase avanzata che un certo ingrediente non può essere utilizzato in quella formula, che non è corredato della documentazione necessaria o che la formula non supera i test di qualità microbiologica.

Produzione e controllo qualità

La produzione industriale avviene dopo lo scale-up in ambienti controllati seguendo le Norme di Buona Fabbricazione (GMP). In questa fase è possibile che siano fatti ancora piccoli aggiustamenti, ma il grosso del lavoro è stato fatto durante la fase di scale-up.
Prima della commercializzazione, il prodotto finale deve superare i controlli di qualità , che possono essere di diverso tipo a seconda del prodotto. Tra i più importanti ci sono sicuramente i test microbiologici come l’assenza di specifici microrganismi nel lotto, pH, viscosità, altri test di conformità allo standard.

Controllo post-market e cosmetovigilanza

Una volta immesso sul mercato la persona responsabile ha l’obbligo di monitorare il prodotto per tutto il suo ciclo di vita commerciale attraverso la cosmetovigilanza. La cosmetovigilanza consiste nel raccogliere informazioni per valutare e monitorare eventuali problemi o effetti indesiderati segnalati dai consumatori o dai distributori. Se emergono rischi o non conformità, l’azienda deve essere pronta a intervenire con azioni correttive, da valutare caso per caso. Ad esempio possono essere modifiche alla formula o al packaging o il ritiro di alcuni lotti.


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