Test sui cosmetici: quali vengono fatti e a cosa servono

Pubblicato da cosmetimag il

test sui cosmetici, cosmetici su piastra petri per analisi di laboratorio. Mano con guanto rosa in nitrile.

L’immissione in commercio di un prodotto cosmetico in Europa è un processo lungo che richiede una solida ricerca scientifica. I test cosmetici sono una parte integrante e fondamentale di questo processo: guidano i professionisti in ogni fase di produzione del cosmetico, dall’ideazione al post-commercio. Approfondiamo l’argomento in questo articolo.

Quali test sui cosmetici vengono fatti?

I cosmetici sono un gruppo eterogeneo di prodotti, che comprende formule e packaging anche molto diversi tra loro; ad esempio, dentifrici e oli per capelli sono entrambi prodotti cosmetici, ma sono due prodotti completamente diversi! Per questo motivo non esiste una check-list predefinita: la lista di test da fare per garantire sicurezza, gradevolezza ed efficacia viene definita prodotto per prodotto, valutando attentamente le caratteristiche ed anche la “vita” che avrà ognuno di essi. In particolare, si tiene conto di variabili come:

  • Forma cosmetica: un’emulsione ha caratteristiche diverse da un olio o da una polvere, quindi richiede test diversi. Ciò vale per ogni tipo di formula. 

  • Ingredienti: alcuni ingredienti tendono a dare specifiche criticità nel tempo, quindi anche a parità di forma cosmetica e funzione, possono essere necessari test cosmetici diversi.

  • Funzione: la destinazione d’uso (pensate a contorno occhi e smalto per unghie come sono diversi) influenza profondamente il tipo di test necessari.

  • Packaging: anche il packaging influisce sulla stabilità chimico-fisica e microbiologica del prodotto.

Tipi di test sui cosmetici

Test microbiologici

E’ obbligatorio garantire che ogni prodotto cosmetico sia microbiologicamente sicuro. Ciò non vuol dire che i test microbiologici siano sempre obbligatori, ma nella maggior parte dei casi sono necessari. Oltre a garantire che i lotti prodotti siano privi di microrganismi patogeni, è obbligatorio (salvo eccezioni) eseguire il challenge test. Questo test consiste nell’ introdurre in modo volontario e controllato dei microrganismi nel prodotto e verificare il comportamento del sistema conservante nel tempo. Questo si fa per simulare l’utilizzo quotidiano da parte del consumatore, che può essere veicolo di microrganismi. 

Test di stabilità

I test di stabilità servono a capire come il prodotto finito può evolvere nel tempo dal momento in cui esce dal reparto produzione al momento in cui il l’utilizzatore lo termina. Si eseguono secondo protocolli che variano caso per caso, su campioni sottoposti a condizioni ambientali controllate di temperatura (sia caldo che freddo), luce e umidità.
Questi tipi di test sui cosmetici, oltre a valutare il comportamento del prodotto nel tempo per garantire la salute del consumatore, servono anche a stabilire la shelf-life ed il PAO del cosmetico.

Analisi chimiche, fisiche e sensoriali

Questa categoria è davvero molto ampia e comprende tutta una serie di test sui cosmetici che servono al produttore per “conoscere” meglio il prodotto (e quindi individuare eventuali criticità e punti di forza) e completare il PIF e al valutatore della sicurezza per poter completare il dossier regolatorio con la sua valutazione. In questa categoria rientrano:

  • Analisi per ricavare parametri tecnici come il pH, la viscosità e il titolo di sostanze (ingredienti). 

  • Valutazione sensoriale: permette di ottenere informazioni su caratteristiche organolettiche (odore, colore, texture…).

Test di efficacia

Secondo il Regolamento Europeo 655/2013, ogni dichiarazione relativa ad un cosmetico deve essere veritiera e supportata da prove adeguate. I test di efficacia servono anche a questo: a dare prova degli effetti del prodotto. Possono essere condotti in vitro su modelli cellulari o in vivo su volontari, utilizzando strumenti specifici in base al tipo di test. È importante sottolineare che in Europa vige il divieto assoluto di testare cosmetici o ingredienti su animali, rendendo i metodi alternativi e i test su volontari gli unici accettabili.

Leggi anche: 
smaltimento dei cosmetici: come farlo in modo corretto
articoli sugli ingredienti cosmetici

Riferimenti: 

Regolamento EU 1223/2009 sui prodotti cosmetici
Regolamento (UE) N. 655/2013 della commissione del 10 luglio 2013 che stabilisce criteri comuni per la giustificazione delle dichiarazioni utilizzate in relazione ai prodotti cosmetici


0 commenti

Lascia un commento

Segnaposto per l'avatar

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tasto destro disabilitato. Per info contattaci.